Tifoserie e colori dei mondiali Fifa 2014

Nel 1930, con la prima Coppa Rimet, la FIFA (Fédération Internationale de Football Association), regalava al mondo un evento che ogni quattro anni avrebbe fatto battere il cuore di milioni di tifosi.
Dal grande successo della prima edizione che si svolse in Uruguay, si capì che il campionato dei mondiali di calcio era destinato a divenire presto un appuntamento unico nel suo genere; nacquero leggende, maledizioni e intorno ad esso si creò un’aria di magia che ancora oggi riviviamo in ogni partita assistendo alle giocate incredibili dei campioni che con un pallone ci regalano emozioni senza fine.

Come vivono il mondiale i tifosi?

In ogni edizione abbiamo assistito anche ad un altro spettacolo, uno spettacolo regalatoci dai migliaia di tifosi sulle gradinate. Dai vichinghi con bandiere norvegesi abbracciati a guerrieri aztechi della tricolòr messicana, a samurai giapponesi, Indios dell’Amazzonia, a Māori che incitano la nazionale della Nuova Zelanda come nell’edizione 2010. Insomma, una vera festa dei popoli, ognuno con i proprio costumi, tradizioni, lingue e colori, i colori delle proprie bandiere che sventolano in cielo ad indicare l’orgoglio per la propria nazione.

Quest’anno è toccato al Brasile divenire per un mese la capitale del mondo, le strade di Rio sono state inondate da tifosi provenienti da ogni dove e già dalla prima partita del torneo non hanno fatto mancare cori e coreografie mozzafiato. Dal canto dell’inno fino al fischio finale dell’arbitro è una festa di emozioni, con popolazione lontanissime geograficamente che trovandosi nello stesso stadio si incontrano e tifano insieme.

Emozioni dal Brasile 2014

Lo spirito della festa brasiliana è arrivato in ogni parte del pianeta, famiglie riunite davanti alle televisioni, piazze intere piene di gente in festa, bandiere che sventolano dai balconi, tutti sono col cuore in Brasile per la propria nazionale, per un mese magico in cui non esistono nemici ma solo nobili rivali da affrontare in ogni partita col giusto spirito per dimostrare al resto del mondo la propria passione, una passione con la quale il calcio è riuscito a diventare lo sport più popolare e con la quale si è radicato nella società, molto spesso rappresentando la via della salvezza per molti bambini nati nella povertà e nella miseria.

Anche per questo motivo una nazione ancora in via di sviluppo come il Brasile può rappresentare il perfetto scenario per una manifestazione ricca di significati che vanno ben oltre lo sport, può rappresentare davvero un punto da cui partire per sognare un mondo più unito e solidale, un mondo in cui tutte le nazioni possano convivere e divertirsi insieme non solo una volta ogni quattro anni, perché i colori di questo mondiale di calcio sono molto di più di semplici bandiere.