Le orchestrine del secondo dopoguerra

Nell’immediato secondo dopoguerra, le orchestrine italiane hanno dovuto superare i momenti di crisi provocati dal conflitto mondiale; l’esodo ed il fervore della ricostruzione hanno limitato la loro attività, ma, fortunatamente, le novità hanno garantito la rinascita delle orchestrine. Si consiglia a riguardo di leggere la storia di Attilio Pacifico e della nascita della sua orchestrina.

Le orchestrine nacquero in tutto il paese, nelle sale da ballo e nei dancing, insomma in qualsiasi locale in cui si potesse godere della musica dal vivo.

L’orchestra a plettro Mandolinisti Bustesi riuscì a risollevarsi dall’oblio culturale in cui il mondo mandolinistico era sprofondato nel dopoguerra; con a capo il maestro Renzo Pistoletti, noto musicista in ambito locale, l’orchestra intraprese un singolare cammino giungendo ad una formazione orchestrale che conferì serietà e professionalità all’orchestrina, raggiungendo così grandi successi sia nazionali che internazionali. Oggi è l’unica orchestra a plettro in provincia di Varese e l’unica risorsa per la diffusione di quest’arte.

L’orchestra Casadei è stata fondata da Secondo Casadei, precedentemente violinista dell’orchestra di Emilio Brighi. E’ un’orchestra di musica romagnola che si distingueva dalle altre per la professionalità, lo stile e la divisa dei musicisti indossata in qualunque occasione. I momenti del dopoguerra servirono all’Orchestra Casadei per adeguarsi alle nuove scoperte, ovvero i nuovi balli proveniente dall’oltreoceano, come ad esempio il boogie-woogie. Il popolo, infatti, era attratto dalla novità, ma l’Orchestra Casadei perse di popolarità poiché rimasta ancorata alla tradizione; nonostante ciò Secondo Casadei volle insistere e continuò ad incidere dischi di liscio inserendo piccole novità: fu, infatti,il primo a portare sul palco la voce femminile. Con il valzer ‘Romagna mia’, l’Orchestra Casadei ottenne, nel secondo dopoguerra, il gradimento del pubblico che ascoltò la canzone su Radio Capodistria, una radio jugoslava che trasmetteva in lingua italiana in tutto il Nord Italia e la prima in assoluto a diffondere la musica di Casadei, considerata campagnola.

L’Orchestra dell’Arena di Verona è l’orchestra del Festival lirico areniano, nato nel 1913; negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, diverse voci liriche hanno goduto della qualità musicale di questa orchestra, tenori come Domingo e Pavarotti e soprani come Maria Callas e la Tebaldi. In seguito all’apertura del Teatro Filarmonico di Verona, l’Orchestra aggiunse una nuova stagione, quella invernale, così da proporre un repertorio che spaziava dal barocco al romantico e al contemporaneo.

Nell’Orchestra Gloria e nell’Orchestra Florìda hanno spiccato le abilità di Tommaso Mazzoni; capace di suonare il piano, la chitarra, i sax, il vibrafono ed il clarinetto. Nel secondo dopoguerra, queste orchestrine hanno accompagnato musicalmente molteplici voci sia della televisione che della radio, fra cui Nilla Pizzi, Jimmy Fontana, Johnny Dorelli e molti altri di fama nazionale.
Nell’immediato dopoguerra nacque, a Milano, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali grazie alla collaborazione del critico musicale Ferdinando Ballo e dell’impresario teatrale Remigio Paone. Crearono un repertorio che includeva i capolavori del Barocco, del Classicismo e del Romanticismo legati alla musica contemporanea. Ne scaturì una vera e propria opera d’arte che ottenne il consenso del popolo, nonostante la situazione.